sabato 17 dicembre 2011

INTERVISTA ESCLUSIVA ED INUSUALE CON CARRINGTON GARLAND (KELLY CAPWELL #3 ON SANTA BARBARA)

Carrington Garland è un'attrice statunitense. E’ la figlia dell’attrice cinematografica e televisiva Beverly Garland; è nata ad Encino, in California. Garland si è diplomata alla High North Hollywood High School, California. E’ meglio conosciuta per aver interpretato il ruolo di Kelly Capwell nella soap opera "Santa Barbara" dal 1989 al 1991. Ha anche recitato in serie televisive come "Monsters" (1990) e "Top Secret" (1987). Conclude la sua carriera televisiva nel 1991 con "Death Falls", film tv nel quale ha recitato accanto a sua madre. Ed ora per voi l'intervista che Miss Garland ha concesso in esclusiva a "Santa Barbara Blog".



La tua esperienza in SB inizia nel 1989. Come ci sei arrivata?
Oddio…Ebbene la mia audizione, anzi le mie audizioni andarono avanti per un po’ di tempo. La mia interpretazione della scena fu molto differente da quella delle altre attrici. E’ stata più vivace ed allegra. Per questo motivo ebbi la parte.

La tua avventura in SB inizia con una trasferta a Parigi con A Martinez (Cruz), Marcy Walker (Eden) e Peter Love (Ric Castillo). All’epoca i Francesi non ti avevavo ancora vista nel ruolo di Kelly: come ti accolsero? In Francia SB era campione d’ascolti, ricordi qualche aneddoto divertente?
La trasferta a Parigi è stata così divertente! Ma ho dovuto interpretare tutte le mie battute in francese. Faceva anche molto freddo e pioveva tanto. Una sera siamo rimasti fuori tutta la notte….Andammo a ballare a Le Bain!


Prima di te, Robin Wright fu sostituita da Kimberly McArthur, ma la scelta non fu affatto fortunata. Rispetto alla Kelly di Robin Wright, la tua sembra più matura, più indipendente e meno accondiscendente. Ma la peculiarità principale consiste nell’esplosione della rivalità con Eden. Fu difficile sostituire Robin Wright? Come fu accolta la tua Kelly dal pubblico?
Il pubblico ha sembrato gradire il mio personale tocco su Kelly! Onestamente non pensavo a Robin. Ero così impegnata a scoprire il mio personaggio…


I tuoi partners maschili furono Peter Love (Ric), John Callahan (Craig Hunt) e Roscoe Born (Robert/Quinn). Ti va di ricordarli con noi? Invece mi sembrava che l’antipatia fra te e Roberta Weiss (Flame) andasse oltre la finzione, sbaglio?
Tutti I miei partner maschili sono stati veramente dei grandi attori con cui lavorare. Peter era mio amico. Roscoe era intenso e davvero bravo. John era molto professionale. Erano tutti molto divertenti e mi hanno aiutata a crescere come attrice. Per quanto riguarda Roberta ho sempre pensato che fosse così bella ed esotica!



In una recente intervista Patrick Mulcahey (sceneggiatore di SB dal 1984 al 1990) ha dichiarato che si divertì molto a scrivere per la tua Kelly. Io ammiro molto il lavoro di Mulcahey. E tu?
Lui è stato davvero incredibile! Quando ho lasciato lo show, mi è mancato davvero tanto il suo modo di scrivere.

Uno dei migliori episodi scritti da Mulcahey fu la “Capwell Zone”, l’episodio in cui tutti i Capwell erano alieni con lunghe code verdi. Era una fantasia di Greg (Paul Johansson). Cosa ricordi?
Oh, quanto è stato divertente quel giorno! Non ricordo di cosa si trattasse però…



Nel 1991 i creatori di SB tornarono nello show, dopo lunghe battaglie legali contro la NBC. Io li ammiro molto per parecchi motivi, ma creato che uno dei loro più grandi errori fu di sostituirti con Eileen Davidson, probabilmente per attrarre il suo pubblico. Come ti fu annunciato il licenziamento?
A dire il vero una notte ho fatto un sogno: il produttore mi chiamava per dirmi che avrei lasciato lo show. E il giorno dopo è accaduto davvero. Hanno eliminato le mie scene e ho avuto solo un giorno per dire addio a tutti. Avevo il cuore spezzato!



Un vero fan è molto curioso anche del “dietro le quinte”: antipatie, liti, tensioni…..
Ti dirò questo: Accadevano tante cose dietro le quinte, quante ne capitavano di fronte alla telecamera!






Negli USA “Santa Barbara” è sempre rimasta al fondo della classifica degli ascolti. Nel resto del mondo invece e specialmente in Europa ha avuto ottimi ascolti. Inoltre, a dispetto dei bassi ascolti, SB è stata la soap che ha vinto più Emmy Awards e ancora oggi ci sono decine di siti web che ne celebrano il successo, a differenza di altre soap cancellate e cadute nell’oblio più totale. Che cosa rendeva SB così speciale?
Santa Barbara aveva un piccolo cast. Il pubblico conosceva davvero molto bene i personaggi.

 
Di che cosa ti occupi oggi?
Adesso sto allevando due fantastici bambini


Questa intervista è rivolta in primo luogo al pubblico italiano. Nel nostro paese SB era molto amata e seguita. Sei mai stata in Italia? Che cosa conosci dell’Italia? Vuoi dire qualcosa al pubblico italiano?
Mi sento un po’ in imbarazzo nel dire che per quanto riguarda l’Italia sono stata solo a Roma! Ma tornerò nella bella Italia insieme alla mia famiglia molto presto! “Ciao, multo grazie!”




Grazie a te Carrington per la tua dolcezza e disponibilità. Ti lascio con un piccolo tributo dedicato alla tua avventura in Santa Barbara.




martedì 13 dicembre 2011

PAZZA, PAZZA ELENA NIKOLAS

Tra tutti i cattivi che nel corso degli anni hanno messo piede in Santa Barbara tra il 1984 e il 1993, quella sicuramente più sadica e spietata fu Elena Nikolas a.k.a. Eleonor Norris, interpretata dall’attrice Sherilyn Wolter. La prima cosa che fece Elena fu di stordire Eden con un colpo in testa nel giorno del suo matrimonio, abbandonarla in mezzo alla neve, noleggiare un aereo privato a nome di Eden, pilotarlo, piazzare una bomba sull’aereo, gettarsi via con il paracadute pochi istanti prima dell’esplosione e far credere così a tutti che Eden fosse morta per un tragico incidente (vedi video). Un ingresso esplosivo e da protagonista assoluta. E in effetti per tutto il tempo della sua (breve) permanenza in SB, Elena fu la principale protagonista della maggior parte degli intrecci. Dopo aver assunto l’identità dell’agente CIA Eleonor Norris, riuscirà ad introdursi nella vita di Cruz e a consolarlo per la presunta morta di Eden. Ma poco dopo la vita di un altro Capwell viene messa in pericolo. Parlo di Mason, che improvvisamente scompare dalla città e viene rapito dagli scagnozzi di Elena. L’obiettivo era di fargli firmare un documento il cui contenuto non verrà mai reso noto, nemmeno alla fine. In realtà questo fu l’espediente utilizzato dagli sceneggiatori per concedere a Lane Davies (Mason) il consueto break estivo per potersi dedicare ai suoi impegni teatrali. Successivamente gli scagnozzi di Elena attentano anche alla vita di Kelly, sorella di Eden e Mason (vedi video). In quel caso però Elena si assicurò che non venisse torto nemmeno un capello a Jeffrey. Ma perché? Bene, nel corso di un confronto tra Elena e quello che crediamo essere suo padre, il Dr. Alex Nikolas, veniamo a sapere che il vero padre di Elena altri non è che CC Capwell. Dopo aver avuto Mason, CC lasciò Pamela per Sophia. Quello che nessuno sapeva era che mentre Pamela lasciava casa Capwell, portava in grembo Elena che nacque e visse quindi in esilio dalla casa paterna. Questo ha portato Elena a sviluppare un profondo odio nei confronti di CC e una profonda invidia nei confronti dei suoi fratelli/fratellastri. Il suo piano era quindi quello di ferire CC nel modo peggiore, sterminando tutti i suoi figli. Ci provò con tutti, tranne che con Ted. Forse non fece in tempo. Grazie all’aiuto di Cain venne infatti smascherata, riuscì comunque ad attirare Cruz in una trappola durante la quale improvvisamente si ode un colpo di pistola ed Elena ricompare distesa al suolo in fin di vita. Giusto in tempo perché CC arrivi sul luogo a raccogliere le ultime parole della donna “E’ stato Cruz ad uccidermi…..PAPA’!”. Detto ciò, spirò (vedi video).
Sherilyn Wolter oggi
Giusto in tempo per inguaiare Cruz che andrà a processo per l’omicidio della donna, verrà condannato all’ergastolo, riuscirà ad evadere in maniera spettacolare nel corso del matrimonio di Kelly e Jeffrey e a dimostrare la propria innocenza. Infatti non fu Cruz ad uccidere Elena, ma fu Elena ad uccidere sé stessa. Il suo piano era di incastrare Cruz e dividere così per sempre la super coppia Eden-Cruz, il tutto con la complicità dell’altro super cattivo di SB: Kirk Cranston. Fu proprio lui a fomentare l’odio di Elena. In ogni caso io ho adorato Elena:il personaggio aveva spessore e la sua storia non ha nulla da invidiare alla tragedia classica greca: la figlia ripudiata che medita vendetta nei confronti del suo stesso sangue! Peggio di una soap opera.

 




venerdì 9 dicembre 2011

DUE ITALIANI A "SANTA BARBARA"

Quest’oggi parlerò di una trovata pubblicitaria davvero innovativa escogitata dai produttori di Santa Barbara nel 1992. Come ben sapete, in quel periodo SB navigava in cattive acque per quanto riguardava gli indici di ascolto. Però in Europa e nel resto del mondo SB stava diventando sempre più un vero e proprio successo. Lo show era perennemente a rischio di cancellazione e fu così che la New World Television (il distributore di SB all’estero) in collaborazione con Rai Due decise di indire un concorso: “Volti Nuovi per Santa Barbara”.

Il concorso mirava a trovare attori italiani da inserire nelle vicende della soap. Il "papà " di "Beautiful", il critico cinematografico e capostruttura Claudio G. Fava, decise di trasformarsi nel "nonno" dell' altra soap opera americana di Raidue, "Santa Barbara", e presentò alla stampa i 12 giovani finalisti (di età tra i 20 e i 30 anni) del concorso per i "volti nuovi" da inviare in California a partecipare alle vicende delle famiglie Capwell e Lockridge. “Ai 12 finalisti del concorso - ha spiegato Fava - siamo arrivati dopo una prima selezione che ha ridotto a 42 i duemila aspiranti protagonisti di "Santa Barbara", presentatisi in 7 citta' italiane (Roma, Milano, Torino, Padova, Firenze, Palermo, Napoli)". Tra le sei ragazze e i sei ragazzi presentati a Gubbio verrà scelta la coppia che a Los Angeles lavorerà con il cast di "Santa Barbara", negli studi della New World International. Gli altri dieci giovani saranno impiegati negli episodi della soap opera che si gireranno in autunno a Roma e Venezia”. Infatti nel 92 era prevista una trasferta italiana di SB per girare le scene del matrimonio tra Angela e Warren. Jim McNamara, presidente della NWI disse: "Questa e' una meravigliosa opportunità . I due prescelti faranno parte del nostro show e incominceranno con noi la loro carriera". L’ingresso dei "volti nuovi" italiani in "Santa Barbara" rappresenta un ulteriore passaggio verso una collaborazione più stretta e attiva con la major di McNamara. "Le nostre soap opera - ha aggiunto McNamara - non moriranno perché  rappresentano il modello nuovo in questo campo. Rispetto a "Sentieri" che prosegue da 25 anni, "Beautiful" e "Santa Barbara" hanno più glamour, sono scritte da autori più bravi e interpretate da protagonisti più belli". McNamara ammise comunque che l' estensione del cast ad attori europei faceva parte della strategia per rafforzare la penetrazione all' estero di "Santa Barbara", di cui Raidue in Italia era la vetrina principale.

Il presidente della NWI spiegò che negli studios americani la "soap" veniva costruita a ritmo continuo, 24 ore al giorno, in una sorta di catena di montaggio dell' audiovisivo che consentiva di produrre 44 minuti al giorno di "Santa Barbara" e 22 di "Beautiful", ai costi relativamente bassi di 250 milioni di lire a puntata per il primo serial e di circa la metà per l' altro.

La trasferta era prevista per l’autunno del 1992, ma venne successivamente annullata in seguito all’annuncio della cancellazione della soap. Così soltanto Enrico Mutti e Manuela Metri furono inseriti nella soap. Gli altri dieci giovani selezionati non presero mai parte alle riprese di SB. Mutti interpretò il seminarista italiano Giovanni DeAngelis, figlio illegittimo di Micah (Thaao Penghils), mentre Manuela Metri recitò nei panni della Contessa Carla Rinaldi, amica italiana di Micah. Ed io Manuela Metri l’ho trovata e incontrata per voi a Torino proprio ieri. Insieme abbiamo ripercorso la sua esperienza nella soap e ci ha svelato alcuni retroscena sorprendenti. Restate sintonizzati per una nuova, sorprendente ed inedita intervista!

lunedì 5 dicembre 2011

CRUZ E IL TALISMANO MAGICO




Santa Barbara è senza dubbio nota per la sua stravaganza e per le sue incursioni nel mondo onirico e fantastico. Questa è una delle peculiarità che la contraddistingue dalle altre soap. Dopo SB anche Passions cercò di proseguire sulla stessa strada, ma creò situazioni decisamente assurde e troppo surreali, tali da risultare spesso ridicole. Insomma nel 1993 SB fu cancellata e con lei fu cancellato anche il suo magico tocco. Questa premessa è fondamentale per contestualizzare il post di oggi perché non sempre SB ha centrato il bersaglio. Soprattutto nel 1990: quella che secondo me fu l’annata più buia di SB, pur essendo stata premiata con l’Emmy. La storia senza dubbio più assurda del 1990 fu quella cosiddetta del “Talismano”. Provo a riassumerla in breve: Cruz si è appena riappacificato con Eden dopo la parentesi “Robert Barr” quando un misterioso anziano si presenta alla sua porta, perdendo i sensi poco dopo. L’anziano dice di essere un antenato indiano di Cruz e gli affida un talismano dai magici poteri. L’anziano muore poche ore dopo e Cruz, un po’ scettico all’inizio, indossa il talismano. Da quel momento in poi Cruz sarà pedinato da un arabo deciso ad impossessarsi del talismano, ma proprio grazie ai poteri del talismano, Cruz riesce a scampare alla morte più e più volte.

Infine viene però rapito e condotto in qualche sperduto Principato africano e tenuto prigioniero dal Pasha Omar, il quale è deciso ad impossessarsi del talismano dai magici poteri. Però il talismano pare non sortire su di lui gli stessi magici benefici che sortiva su Cruz. Così il Pasha decide di drogare Cruz, di farlo sedurre dalle sue mogli per avere così un erede che insieme ai cromosomi dei Castillo ereditasse anche i poteri magici del talismano. Ma Eden e Michael arrivano giusto in tempo per impedire l’ennesimo concepimento illegittimo di Cruz (ricordiamo che in precedenza Cruz, in preda ai deliri della febbre, aveva ingravidato Victoria Lane dopo un naufragio). Eden, che all’epoca lavorava come giornalista televisiva, decide di sfruttare il mezzo per intervistare il Pasha e chiedere la liberazione di Cruz. Infine con uno stratagemma Cruz, Eden e Michael riescono a fuggire e tornano al sicuro a Santa Barbara.



Bene, il riassunto in sé dovrebbe bastare per farvi mettere le mani nei capelli. Questa storyline, conclusasi in poche settimane, mi ha lasciato abbastanza freddino. Non ho mai capito cosa centrassero gli Indiani d’America con gli Africani, non ho mai avvertito un reale senso di pericolo provenire dal Pasha perché era un cattivo troppo debole e non incisivo e non ho mai capito il senso di questa (finta) trasferta esotica. Finchè non ho realizzato che il produttore esecutivo di SB nel 1990 era John Conboy, che in passato aveva prodotto anche Capitol. Ricordate la storia d’amore tra Sloane ed il Principe Alì. Ecco appunto! Forse Conboy sentiva nostalgia per la sua vecchia creatura e decise di provare a banalizzare anche SB inserendo un’improbabile esotica trasferta in un qualche immaginario Principato africano. Ovviamente non è l’ambientazione in sé ad essere ridicola, ma la mancanza totale di una sceneggiatura forte abbastanza da sostenerla. Il talismano non risultò infine così magico.






domenica 4 dicembre 2011

IL RITORNO DI ROBIN WRIGHT IN TV

Dopo 23 anni di assenza dai teleschermi americani, Robin Wright (Kelly Capwell in SB) è recentemente tornata in tv, anche se solo come guest star, nella serie “Enlightened” sulla rete HBO. La serie è nata da poco, infatti la Wright è stata protagonista del sesto episodio della prima stagione attualmente in corso dal titolo “Sandy”. Robin interpreta appunto Sandy, un’amica bizzarramente new age della protagonista interpretata dall’attrice Laura Dern. Robin Wright non faceva parte di una serie tv dai tempi di Santa Barbara nel lontano 1988. E pare che per lei ci sia in cantiere una serie tv intitolata “House of Cards”, remake dell’omonima miniserie inglese del 1990. Il remake è firmato David Fincher e vedrebbe Robin Wright come protagonista femminile insieme a Kevin Spacey . Un ritorno alle origini…d’autore! Per il momento la Wright sarebbe ancora in trattative e la serie non dovrebbe vedere la luce prima dell’estate 2012. Tutto quindi può ancora accadere.

Intanto godiamoci qualche immagine del ritorno di Robin Wright sui piccoli schermi americani nella serie “Enlightened”.


sabato 3 dicembre 2011

INTERVISTA ESCLUSIVA ED INUSUALE CON STEFANELLA MARRAMA (DOPPIATRICE DI KELLY CAPWELL IN SB)



La voce di Stefanella Marrama è una delle voci più familiari della tv e del cinema italiano. Sua era la voce di Julianne Moore in “Hannibal”, di Joan Cusack in film quali “In & Out” e “Se scappi ti sposo”. Ha inoltre prestato la voce a Lynn Redgrave in “Peter Pan”, a Lisa Kudrow e molte altre attrici. Per la televisione invece ha doppiato il personaggio di Sheila Carter in “Febbre d’Amore” e innumerevoli altri, ma i fan di “Santa Barbara” la ricordano sicuramente per essere stata l’ indimenticabile voce di Kelly Capwell. Stefanella Marrama è stata appunto l’unica voce di Kelly dal primo episodio trasmesso in Italia il 3 Aprile 1989 fino all’ultimo, trasmesso il 6 Aprile 1999. E ora vediamo cosa ha da raccontarci in questa intervista concessa in esclusiva a “Santa Barbara Blog”, ma prima riascoltiamo la voce di Stefanella affinchè ci accompagni per tutta la lettura dell'intervista.




Leggendo le lunghe liste dei doppiatori italiani, mi sono accorto che la maggior parte di loro hanno avuto un genitore anch’esso doppiatore. Non vorrei sbagliarmi, ma mi risulta che non sia il tuo caso. Come sei entrata nel mondo del doppiaggio? A che età hai esordito e con quale personaggio?
In effetti è vero, non ho nessun parente attore né doppiatore. Ho fatto l'Accademia d'Arte Drammatica e dopo aver fatto tanto teatro ho avuto degli amici che mi hanno consigliata a tentare anche con il doppiaggio e questo è successo, più o meno, nell'82. A dirti la verità non ricordo quale sia stato il primo personaggio che ho fatto.


Tu lavori sia per la televisione che per il cinema. Questa intervista è rivolta principalmente a tutti coloro che hanno amato la tua interpretazione nel dare vita alla voce di una delle protagoniste principali della soap “Santa Barbara”: Kelly Capwell. La soap è arrivata in Italia nel 1989 ed è terminata nel 1999. Tu per dieci anni quasi quotidianamente hai interpretato Kelly: un lunghissimo periodo di tempo quindi. Che cosa hai provato quando la soap è terminata? Ti manca Kelly?
Mi è piaciuto tantissimo doppiare Santa Barbara e ho vissuto Kelly giorno dopo giorno. Anche quando cambiava l'attrice cercavo di dare quello che avevo dato fino a quel momento al personaggio. Mi è dispiaciuto molto quando la soap è finita, perché mi ero affezionata a Kelly. Dieci anni sono tanti e ogni volta che arrivavo in sala ero curiosa di sapere quello che mi aspettava.



“Santa Barbara” a che punto della tua carriera si colloca?
Santa Barbara è la prima soap che ho fatto e fa parte dei miei esordi.


Kelly era forse il membro più sfortunato della ricca famiglia Capwell. E’ rimasta vedova poche settimane dopo il suo matrimonio con Joe, è stata violentata e quasi uccisa da Peter, il suo ex fidanzato, è finita in un ospedale psichiatrico, poi sulla sedia a rotelle, ma soprattutto non ha mai avuto fortuna in amore, vivendo sempre all’ombra della sorella maggiore Eden (doppiata da Alessandra Korompay). In una soap tutto questo è all’ordine del giorno. Quello che invece rendeva speciale “Santa Barbara” era lo stile ironico e beffardo con cui trattava argomenti in fondo stereotipati. Ti ricordi che idea ti eri fatta di questa soap e di Kelly? Che cosa ti piaceva e cosa invece no?
A dirti la verità non c'era qualcosa che non mi piacesse in Santa Barbara. Mi piaceva farla e non l'ho mai affrontata con aspetto critico.


Nel corso degli anni sono state quattro le attrici  che hanno interpretato Kelly. La più famosa senza dubbio fu la prima, Robin Wright, futura moglie di Sean Penn. Ti ricordi anche delle altre tre? Come vivevi il cambiamento di attrice? Quale delle quattro Kelly preferivi? Quale era secondo te la migliore attrice? Ci sono attrici che è complicato doppiare più di altre?





Sicuramente mi è piaciuto di più doppiare Robin Wright. La sentivo molto vicina alle mie corde, e a dirti la verità, le altre non le ricordo molto. Le attrici difficili da doppiare sono quelle che non sanno recitare, per cui fai una fatica terribile a cercare di renderle sentibili.


Ci puoi raccontare una giornata-di-lavoro-tipo su “Santa Barbara”. Dove erano gli studi? Come doppiavate le scene? Tutti insieme oppure ognuno per conto suo? Ci interessano tutti i dettagli…
Santa Barbara si faceva negli studi di Studio Immagine a Via Montezebio. Sono passati tanti anni e quindi non ricordo molto di quei giorni. Posso dirti, però, che c'era un'atmosfera simpatica e quando alla direzione è arrivata la grande Giovanna ci siamo anche molto divertiti.



I direttori del doppiaggio furono due: Alfredo Censi (prime annate) e successivamente Pieraldo Ferrante (che doppiava Channing Capwell, il padre di Kelly). Che ricordo hai di loro?
Con Alfredo e Pieraldo mi sono trovata benissimo. Ti basti sapere che con Pieraldo mi vedo ancora adesso e mi capita di lavorare ancora insieme a lui.




In “Santa Barbara” tu hai lavorato soprattutto con Alessandra Korompay, Roberto Pedicini, Mirella Pace, Guido Cavalleri, Margherita Sestito, Luca Ward, Fabrizio Pucci e molti altri. Sono nate delle amicizie con qualcuno di loro? Siete ancora in contatto?
Mi vedo ancora con quasi tutti e con quasi tutti mi capita di lavorare.


Seguivi la soap oppure finito il turno di doppiaggio non avevi voglia o tempo per seguirla?
Altroché se la seguivo!


Non so se lo ricordi, ma alla fine dell’ultimo episodio di Santa Barbara, i doppiatori si autopresentavano. Io non ho mai visto nè prima né dopo qualcosa del genere. L’ho trovato un modo molto carino di concludere la soap. Ti ricordi di chi fu l’idea? Pensi che sarebbe auspicabile fare qualcosa del genere anche oggi?

Pensa che quella presentazione finale non la ricordavo proprio! E non ricordo nemmeno di chi fu l'idea. Infatti devo dire che fu una cosa carina e che oggi non sarebbe male riproporla.



Siamo arrivati alla conclusione Stefanella. Ci puoi dire in quali progetti sei attualmente impegnata? C’è qualcosa che vorresti dire ai fan che hanno amato la tua Kelly?

Negli ultimi anni mi sono dedicata molto alle direzioni e sto dirigendo una serie che si chiama "Castle" e una che si chiama "Psych". Faccio anche tanti adattamenti e poi, per fortuna, mi capita ancora di fare l'attrice.
 Vorrei ringraziare tutti i fan di Santa Barbara, e comunque tutti i fan del doppiaggio, che mi danno modo di fare il mio lavoro con sempre maggiore entusiasmo.

venerdì 25 novembre 2011

SECOND PART: AN UNUSUAL AND EXCLUSIVE INTERVIEW WITH COURTNEY SIMON (SB SCRIPT WRITER FROM 1985 TO 1991)

After having presented the first part of the interview with Courtney Simon, here is the conclusion. Happy reading!


Eden & Cruz: the Super Cuple! Their chemistry is unmatched. You've written for them? SB was accused of being almost totally focused on this pair (mostly during Jill Farren Phelps tenure). Was this a conscious choice or not? DoYou think it was a right choice?
Eden and Cruz were one of the most compelling couples I’ve ever written for.  There were times when I agreed that they dominated the canvas too much, at the expense of other stories, but their work was always so committed and professional that no screen time was ever wasted on them.  I think the extreme focus on those two characters, for better and for worse, was very much a conscious choice by Jill Phelps.


And now… Eden’s rape! Rape is an act of violence, and that's exactly how Santa Barbara depicted Eden's devastating experience. Never on daytime has the brutality of the attack been so graphically portrayed. Eden found herself defenseless, terrorized and overpowered. The usual constraints and tentativeness that mark daytime-television fight scenes were absent. Originally, the script had more violence in it, but they made some cuts. On Oct. 5, 1979, General Hospital did a rape story line that has since gone down as a controversial classic among soap plots. It involved the characters of Luke and Laura, and it was termed a "seduction" rape, an oxymoron if there ever was one, since seduction and rape have nothing to do with each other. But, because the characters fell in love and eventually married, GH had to call it something. Santa Barbara, a soap known for taking risks, presented viewers with a realistic rape story line when the character of Eden (played by Marcy Walker) was brutally attacked. In the aftermath, she appeared on a talk show to describe the horror of what she had been through. On the show with her were two soap stars, "Link" and "Laurie," who had acted out a rape scene on General Clinic. An appalled Eden told these actors that they didn't have any idea what it was really like to be raped. The irony of this statement was not lost on me, nor was the thinly veiled reference to GH's rape story. Can you tell us how this idea was born and then developed?

I’ve commented on the rape story above.  You’d have to ask a headwriter about the birth of the “Link and Laurie” reference.  Scriptwriters come in towards the end of the writing process, not the beginning.


Why you left?
I left because there was a new producer and the show was veering in a direction that seemed entirely opposed to the  Dobsons’ original vision.   The show that had been such a joy to write, just didn’t feel like fun anymore.

And now few quick questions: Which is your favorite soap of all time?
I can’t really pick a favorite soap.  They all have their glory days.  Though I thought I’d never top my experience at Santa Barbara, I followed up by writing for Guiding Light in the early 90’s, which turned out to be a wonderful, fertile period for the show.  During that time I got to write for one of the best casts ever assembled, one of whom was my husband, Peter Simon.  That was a special collaboration I’ll never forget.


And the best soap ever?

 I haven’t watched every soap, so I can’t possibly pick the best soap ever. 

The worst?

But—and I may get in terrible trouble for saying this --  I think “Passions” might be the worst.  I’m sure a lot of people enjoyed its strangeness but I prefer a little more realism in my daytime drama.


The most overrated soap?
I have tremendous respect for The Young and the Restless but I have never quite understood its consistent number-one status in the ratings.



The most underrated?
There was a show called “How to Survive a Marriage” in the 70’s that I felt was canceled much too soon.  I think if it had been given more of a chance to find its identity, it would have found a bigger audience.


Which are your professional plans for the future?
I am actually on the verge of retiring.  It’s been a wonderful career but I’m ready to give up the weekly deadline that’s ruled my life since 1980!


This interview is designed primarily for the Italian public. In our country, “Santa Barbara” was very much loved and followed. You've never been in Italy? What do you know about our country? You want to say something to the Italian public who loved SB?
I’m curious to know when Santa Barbara aired in Italy.  I knew it was popular in France, but hadn’t realized the show was picked up in Italy as well.  I love your country with all my heart.  I lived in Rome for three years when I was in high school because my father was working in the American Embassy there.  At that time, there were only a couple of TV channels and one of the programming highlights was “Carosello”, which I used to watch with my younger brothers!  Soap operas were unheard of.  But of course, in later years, that changed.   Recently Guiding Light played in Italy, retitled “Sentieri”, and when my husband was on the show and we were traveling on the Amalfi coast, people would call out, “Ciao, Dottore!”  (Hello, Doctor) as if he were an old friend.  (The character he played was Dr. Ed Bauer).  The last time we were in Rome was 2009 and it was as beautiful as ever.  But we’re longing to return, and I’m sure we will soon.  Have you ever been to the U.S.?
Thanks, Pierpaolo, for the opportunity to revisit one of the happiest phases of my writing career.  I’ve really enjoyed answering your questions.
Ciao!
 Thank you, Miss Simon, for your willingness and generosity. I would like to greet you with a small gift. I have for you a little video-tribute to your childhood:


SECONDA PARTE: INTERVISTA ESCLUSIVA ED INUSUALE CON COURTNEY SIMON (SCENEGGIATRICE DI SB DAL 1985 AL 1991)

Dopo avervi presentato la prima parte dell’intervista con Courtney Simon, ecco a voi la conclusione. Buona lettura!


Eden & Cruz: la super coppia! La loro alchimia è incomparabile. SB fu accusata di essere quasi totalmente focalizzata su questa coppia (soprattutto quando Jill Farren Phelps era Produttore Esecutivo). Fu questa una scelta consapevole oppure no? Credi che sia stata una giusta scelta?
Eden & Cruz sono stati una delle coppie più convincenti per cui io abbia mai scritto. Ci furono dei momenti in cui anche io pensavo che loro fossero troppo presenti sulla scena, a discapito di altre storie, ma la loro prestazione era sempre così impegnata e professionale che lo spazio dato a loro non era mai sprecato. Penso che l’eccessiva attenzione su questi due personaggi, nel bene e nel male, fosse una scelta più che consapevole da parte di Jill Farren Phelps.


E ora “lo stupro di Eden”. Lo stupro è un atto di violenza e questo è esattamente quello che SB mostra in questa circostanza. Mai nel daytime è stata rappresentata così bene la brutalità di questo atto. Eden si ritrova senza difese, terrorizzata e dominata. Gli stereotipi presenti in altre soap sono totalmente assenti in questo caso. In origine il copione prevedeva maggiore violenza, ma poi vennero fatti dei tagli. Nel 1979 “General Hospital” fece una storyline molto controversa sullo stupro. Protagonisti erano Luke e Laura e si trattava di uno “stupro seduttivo” visto che poi i personaggi si innamorano e si sposano, un ossimoro dal momento che lo stupro e la seduzione non hanno niente a che fare l’uno con l’altro. Dopo lo stupro invece, Eden partecipa ad un (finto) talk show per descrivere l’orrore di quello che ha passato. Nel talk show c’erano due star delle soap, Link e Laurie, che hanno recitato in una scena di stupro nella soap “General Clinic”. Eden dice a questi due attori che loro non hanno la minima idea di che cosa sia uno stupro. Il riferimento a General Hospital non è nemmeno troppo velato. Mi puoi dire chi ebbe l’idea e chi la sviluppò?


Ho parlato dello stupro di Eden poco fa. Per quanto riguarda la nascita dell’idea di Link and Laurie, dovresti chiedere al suo headwriter. Noi sceneggiatori arriviamo alla fine del processo di scrittura, non all’inizio.


Perché lasciasti SB?
Lasciai la soap perché era arrivato un nuovo produttore e lo show stava virando verso una direzione del tutto opposta alla visione originale dei Dobson. Lo show che era stato un tale piacere da scrivere, semplicemente non era più così divertente.


Ed ora qualche rapida domanda: Qual è la tua soap preferita di sempre?
In realtà non posso scegliere una soap preferita. Tutte loro hanno avuto i loro giorni di gloria. Nonostante pensassi che non avrei fatto meglio di quanto feci in SB, finì per scrivere per “Sentieri” nei primi anni 90, che poi si rivelò essere un meraviglioso e fertile periodo per lo show. Nel corso di questo periodo, scrissi per uno dei migliori cast di attori mai visti, uno dei quali era mio marito, Peter Simon. Quella fu una collaborazione speciale che non dimenticherò mai.


E la miglior soap di sempre?
Non ho mai visto nessuna soap, quindi non posso scegliere la migliore.


La peggiore?
Ma io (e potrei finire in grossi guai per aver detto quello che sto per dire) penso che la peggior soap sia stata “Passions”. Sono certa che in molti abbiano adorato la sua stravaganza, ma io preferisco un po’ più di realismo nel mio daytime drama.


La soap più sopravvalutata?
Io ho un enorme rispetto per “Febbre d’Amore” ma davvero non ho mai capito i suoi altissimi ascolti…




La più sottovalutata?
Uno show chiamato “Come sopravvivere ad un matrimonio” negli anni ’70 che secondo me fu cancellato troppo presto. Io penso che se gli fosse stata data la possibilità di trovare la propria identità, avrebbe poi trovato un maggiore gradimento di pubblico.



Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sono praticamente sul punto di ritirarmi a vita privata. La mia è stata una carriera meravigliosa, ma adesso sono pronta a mettere nel cassetto carta e penna dopo 30 anni di attività.


Questa intervista è rivolta soprattutto al pubblico italiano. Nel nostro paese SB è stata molto seguita ed amata. Sei mai stata in Italia? Che cosa conosci del nostro Paese?

Sono curiosa di sapere in che periodo SB è andata in onda nel vostro Paese. Sapevo che era molto popolare in Francia, ma non avevo idea che la soap andasse così bene anche in Italia. Io amo il vostro Paese con tutto il mio cuore. Ho vissuto a Roma per tre anni quando andavo alle superiori perché mio padre all’epoca lavorava presso l’Ambasciata Americana a Roma. All’epoca c’erano solo un paio di canali televisivi e uno dei programmi più di successo era “Carosello”, che in genere io seguivo insieme al mio fratellino. Le soap opera da voi non erano ancora arrivate. Ma nel corso degli anni, le cose cambiarono. Attualmente “Guiding Light” viene trasmesso in Italia con il titolo “Sentieri” e quando mio marito era nella soap ed eravamo in viaggio sulla costa amalfitana, la gente lo chiamava dicendo “Ciao, Dottore!” come fossero vecchi amici. (Il personaggio da lui interpretato era il Dr. Ed Bauer). L’ultima volta siamo stati a Roma nel 2009 ed è stato bello come sempre. Ma vogliamo già ritornarci e sono certa che ci torneremo presto.
Grazie, Pierpaolo, per avermi dato l’opportunità di ripercorrere uno dei momenti più felici della mia carriera di sceneggiatrice. Mi sono divertita davvero molto a rispondere alle tue domande. Ciao!

Grazie a te, Miss Simon, per la tua disponibilità e generosità. Vorrei salutarti con un piccolo regalo. Ho per te un piccolo video-tributo alla tua infanzia.

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